Chatbot e AI chatbot: cosa sono e come trasformano l’assistenza in azienda 

Cosa sono i chatbot e come funzionano gli AI chatbot basati su Intelligenza Artificiale

I chatbot sono diventati uno degli strumenti più diffusi nell’interazione tra aziende e persone. Li troviamo sui siti web, nelle app di messaggistica e nei servizi di assistenza, dove rispondono alle domande più frequenti e accompagnano l’utente verso le informazioni che cerca. Dietro questo termine, però, convivono tecnologie molto diverse.

Da un lato ci sono i chatbot tradizionali, basati su regole predefinite; dall’altro gli AI chatbot, capaci di comprendere il linguaggio naturale e di sostenere conversazioni articolate grazie all’Intelligenza Artificiale. Capire questa differenza è il primo passo per valutare come un chatbot possa portare valore concreto a un’azienda.

Cos’è un chatbot: significato e definizione

Un chatbot è un software progettato per simulare una conversazione con una persona, in forma scritta o vocale. Il nome unisce le parole “chat” e “bot”, e indica un programma che dialoga in modo automatico, interpretando le richieste dell’utente e restituendo una risposta pertinente.

Il significato del termine è rimasto stabile nel tempo, mentre la tecnologia sottostante è cambiata radicalmente, dai primi programmi basati su regole fino agli AI chatbot capaci di comprendere il contesto.

Quando parliamo di chatbot in ambito aziendale ci riferiamo quindi a uno strumento che gestisce le conversazioni con clienti e personale, automatizza le richieste ripetitive e garantisce risposte coerenti in qualsiasi momento.

Breve storia dei chatbot: da ELIZA a ChatGPT

La storia dei chatbot inizia nel 1966 con ELIZA e arriva fino agli AI chatbot di oggi, attraversando oltre cinquant’anni di evoluzione. Ripercorrerla aiuta a capire perché questi strumenti sono cambiati così profondamente.

Il primo chatbot fu ELIZA, sviluppato nel 1966 da Joseph Weizenbaum al MIT. Simulava il dialogo di uno psicoterapeuta riconoscendo parole chiave e applicando regole predefinite, più che interpretando il significato delle frasi. Nonostante la semplicità, molte persone si convincevano di parlare con un interlocutore reale, un fenomeno passato alla storia come “effetto ELIZA“. Nel 1972 arrivò PARRY, creato dallo psichiatra Kenneth Colby per simulare il comportamento di un paziente con schizofrenia paranoide.

Per decenni i chatbot rimasero basati su regole, via via più sofisticate. Nel 1995 A.L.I.C.E. introdusse il linguaggio AIML e una base di migliaia di regole conversazionali, mentre nei primi anni Duemila assistenti come SmarterChild portarono i chatbot sulle piattaforme di messaggistica, rendendoli un fenomeno di massa. Nel 2011 Siri segnò l’ingresso degli assistenti vocali negli smartphone.

La svolta più recente è arrivata con i Large Language Model. Il lancio pubblico di ChatGPT, nel novembre 2022, ha reso evidente la differenza tra un chatbot a regole e un AI chatbot capace di comprendere il linguaggio e generare risposte originali. È questo passaggio ad aver trasformato i chatbot da semplici risponditori in strumenti realmente utili per le aziende e per la vita di tutti i giorni.

Come funziona un chatbot

Ogni chatbot lavora attraverso tre passaggi: riceve la richiesta dell’utente, ne interpreta il significato e formula una risposta. La differenza sostanziale tra le varie soluzioni risiede nel modo in cui avviene l’interpretazione.

Nei chatbot più semplici l’interpretazione si basa su regole e parole chiave, con un funzionamento che ricorda un albero decisionale. A ogni messaggio il sistema cerca la corrispondenza con i termini e i comandi previsti, e in base a quella restituisce una risposta preimpostata oppure propone le opzioni successive, spesso sotto forma di pulsanti o menu guidati. Riconosce quindi schemi e corrispondenze stabiliti in anticipo, più che il significato delle frasi, e per questo funziona bene finché la conversazione resta all’interno di percorsi definiti in fase di progettazione.

Negli AI chatbot entrano invece in gioco l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) e il Machine Learning, che permettono di comprendere l’intenzione dietro le parole, gestire formulazioni impreviste e affinare le risposte nel tempo.

Nel dettaglio, un AI chatbot scompone ogni messaggio in due elementi: l’intento (intent), cioè l’obiettivo della richiesta, e le entità (entity), ovvero le informazioni specifiche che contiene, come una data, un codice prodotto o il numero di un ordine. Riconoscere intento ed entità è ciò che permette al sistema di andare oltre le parole digitate e cogliere il reale obiettivo della richiesta.

A rendere possibile questa comprensione sono i modelli di Machine Learning, addestrati su grandi quantità di esempi linguistici. I chatbot più avanzati si appoggiano ai Large Language Model (LLM), gli stessi modelli alla base dell’Intelligenza Artificiale generativa, che fungono da motore di comprensione e generazione del linguaggio. La qualità delle risposte dipende quindi sia dal modello impiegato sia dalle informazioni a cui il chatbot attinge: una knowledge base ordinata e aggiornata è la condizione perché le risposte risultino affidabili.

Chatbot tradizionali e AI chatbot: due modi diversi di conversare

Esistono due grandi famiglie di chatbot: quelli basati su regole e quelli basati sull’Intelligenza Artificiale. La distinzione aiuta a scegliere lo strumento adatto agli obiettivi dell’azienda.

I chatbot basati su regole sono efficaci per gestire richieste semplici e prevedibili, come orari, indirizzi o lo stato di una procedura standard. Il loro limite emerge quando l’utente si esprime in modo diverso da quanto previsto: in quel caso il chatbot fatica a interpretare la domanda.

Gli AI chatbot superano questo limite: comprendono il linguaggio naturale e riconoscono l’intento della richiesta, quindi rispondono in modo pertinente anche a domande formulate in modi differenti. Apprendono dalle interazioni e diventano più precisi con l’uso, offrendo un’esperienza molto più vicina alla conversazione con una persona.

A cosa servono i chatbot in azienda

In un contesto aziendale i chatbot servono ad automatizzare le conversazioni ripetitive, alleggerendo il carico sul team e garantendo continuità nel servizio. Le applicazioni più diffuse riguardano alcune aree precise.

  • Assistenza clienti: rispondono alle domande frequenti su prodotti, servizi, ordini e procedure, riducendo i tempi di attesa e liberando il team dalle richieste di routine
  • Knowledge base interna: aiutano le tue persone a recuperare velocemente informazioni, documenti e procedure, senza dover cercare tra più sistemi
  • Qualificazione dei contatti: raccolgono le prime informazioni da chi visita il sito e indirizzano la richiesta verso la persona o il reparto giusto
  • Disponibilità continua: garantiscono risposte anche fuori dall’orario di lavoro, senza interruzioni
  • Supporto multilingua: gestiscono conversazioni in lingue diverse, una funzione utile per le aziende che operano su mercati internazionali

Il valore di un AI chatbot va oltre la rapidità. Ogni conversazione genera informazioni sui bisogni di chi contatta l’azienda, restituendo indicazioni preziose per migliorare prodotti, servizi e comunicazione.

Dal chatbot all’AI agent: quando l’assistente inizia ad agire

Un chatbot conversa e informa. Quando l’assistente inizia anche ad agire sui sistemi aziendali, entriamo nel territorio degli AI agent.

Mentre un AI chatbot risponde alle domande, un AI agent pianifica ed esegue compiti: verifica lo stato di un ordine nel gestionale, aggiorna un record, avvia una procedura. È l’evoluzione naturale dell’assistenza conversazionale verso l’automazione dei processi. Abbiamo approfondito questa distinzione nell’articolo dedicato agli AI agent e all’evoluzione dell’automazione aziendale.

Sviluppare il tuo chatbot con Sistemi DE

Un chatbot porta valore quando è progettato sui processi reali dell’azienda e integrato con i sistemi già in uso. Le soluzioni preconfezionate faticano ad adattarsi alla specificità di ogni flusso informativo.

In Sistemi DE costruiamo chatbot e AI agent su misura, partendo dall’analisi dei processi esistenti e delle fonti informative disponibili. Colleghiamo l’assistente conversazionale al cuore dell’azienda, l’ERP Jgalileo e i sistemi di gestione, perché le risposte si basino su dati aggiornati e affidabili.

Il nostro obiettivo è rendere l’Intelligenza Artificiale uno strumento realmente utile, integrato con le nostre soluzioni di Data Insights, così che ogni conversazione contribuisca a un servizio migliore e a una conoscenza più solida dei tuoi clienti.

Domande frequenti (FAQ) su chatbot

Un chatbot è un software che simula una conversazione con una persona, in forma scritta o vocale. Interpreta le richieste dell'utente e fornisce risposte automatiche. I chatbot più evoluti, definiti AI chatbot, utilizzano l'Intelligenza Artificiale per comprendere il linguaggio naturale e sostenere dialoghi articolati.

Un chatbot tradizionale segue regole e parole chiave predefinite: risponde bene a richieste semplici e prevedibili, ma si ferma di fronte a domande formulate in modo inatteso. Un AI chatbot utilizza l'elaborazione del linguaggio naturale e il Machine Learning per comprendere l'intento della richiesta, gestire formulazioni diverse e migliorare con l'uso.

Servono ad automatizzare le conversazioni ripetitive con clienti e personale: informazioni su prodotti e servizi, stato degli ordini, procedure interne, documentazione. Riducono il carico sul team di supporto e garantiscono risposte rapide e coerenti, anche fuori dall'orario di lavoro.

Un AI chatbot si basa sull'elaborazione del linguaggio naturale (NLP), che gli permette di interpretare il linguaggio umano, e sul Machine Learning, che gli consente di apprendere dalle interazioni. I modelli più avanzati impiegano i Large Language Model per generare risposte pertinenti e contestualizzate.

Un chatbot conversa e fornisce informazioni. Un AI agent compie azioni concrete sui sistemi aziendali, come verificare un ordine o aggiornare un record, e prende decisioni in autonomia per completare un compito. Abbiamo approfondito la distinzione nell'articolo dedicato agli AI agent.

Il costo dipende da diversi fattori: la tipologia di chatbot, il livello di Intelligenza Artificiale richiesto, le integrazioni con i sistemi aziendali e il volume di conversazioni da gestire. Un progetto su misura parte sempre dall'analisi delle esigenze specifiche, e il modo migliore per ottenere una stima è confrontarsi con un Partner che valuti insieme processi e obiettivi.

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